l buon poeta Sly perdente d’onore Domani sera al Regio Josè Carreras inaugura la
stagione con l’opera scritta da WolfFerrari su libretto di Forzano la prima
Uno scherzo, per vincere la noia, per divertirsi alle spalle di
chi non può reagire, uno scherzo, con un finale tragico. "Sly,
ovvero la leggenda del dormiente risvegliato", l’opera di
Ermanno WolfFerrari che domani alle 20,30 inaugura la
stagione 2000/2001 del Teatro Regio racconta la storia di
questo scherzo, ordito dal conte di Westmoreland ai danni
del povero Sly, poeta e ubriacone. L’idea della vicenda
venne a Giovacchino Forzano dal prologo della "Bisbetica
domata" di Shakespeare dove troviamo Sly, calderaio
ubriaco. Inizialmente Forzano voleva scrivere un libretto per
Puccini, poi il progetto non andò in porto e "Sly" divenne un
dramma in prosa che venne rappresentato per la prima
volta a Milano nel 1920, a Torino arrivò nel 1921 all’Alfieri
con Ruggero Ruggeri come protagonista. Nel 1927 invece il
debutto alla Scala dell’opera di Ermanno WolfFerrari su
libretto di Forzano, appunto. Il primo atto si svolge alla
Taverna del Falcone dove il poeta e ubriacone Sly è solito
divertire gli avventori con le sue ballate, il conte di
Westmoreland, giunto nel locale con la sua amante Dolly,
decide di prendersi gioco di quell’uomo che si è appena
addormentato per aver bevuto troppo, lo fa portare nel suo
castello e organizza una vera e propria recita per lui: al suo
risvegli gli faranno credere di essere un ricco nobile e che
tutto il suo passato di stenti e ubriachezza è stato solo un
sogno. Nel secondo atto ha luogo la beffa, con lo stupore di
Sly al suo risveglio e il bacio appassionato a Dolly, sua
moglie. Ma il conte si stanca presto del nuovo gioco: svela a
Sly che è stato solo uno scherzo e lo fa rinchiudere in
cantina. Sly, ingannato e disperato perché crede di aver
perso l’amore di Dolly, si taglia le vene con i cocci di una
bottiglia e si uccide: muore tra le braccia di Dolly che era
venuta a confessargli di amarlo veramente, non per scherzo.
Protagonista dell’opera che ebbe Aureliano Pertile come
primo interprete, è Josè Carreras, il tenore spagnolo che si
è innamorato di questo ruolo("Sly è un perdente, sì, ma è un
uomo di grandi sentimenti e di grande carica umana") e lo
ha già interpretato a Zurigo, a Barcellona e a Washington,
lo canterà anche al Metropolitan alternandosi a Placido
Domingo. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio c’è
Renato Palumbo, nel cast le voci di Elisabete Matos
(Dolly), Carmelo Corrado Caruso (Il Conte), Enrico
Marrucci, Davide Livermore, Aldo Bertolo, il coro del
Teatro Regio è diretto da Bruno Casoni, regia di Hans
Hollmann, scene di Hans Hoffer, costumi di Dirk von
Bodisco in un allestimento dell’Opernhaus Zurich. Carreras
sarà protagonista delle recite del 19, 22 ottobre, 5, 7 e 10
novembre, Keith Olsen lo sostituirà nelle recite del 14 e 16
novembre.
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