Una lunga sosta davanti alle mummie portate a Torino da Drovetti. Un'
occhiata alla sfinge di Karnak. E un attento esame ai minuscoli disegni
del «Libro dei morti», il più lungo papiro esistente al mondo. In attesa di
inaugurare la nuova stagione del Teatro Regio (lunedì prossimo, con
«Sly. La leggenda del dormiente risvegliato» di Ermanno Wolf-Ferrari), il tenore
catalano José Carreras si è concesso un pomeriggio di svago nelle
austere sale del Museo Egizio. Nonostante il cielo plumbeo e un clima da
autunno londinese, Carreras è arrivato in via Accademia delle Scienze a piedi,
dopo una breve passeggiata dall'hotel Sitea. «A noi tenori il tempo umido
piace molto - ha scherzato nel suo perfetto italiano - fa bene alla voce. E'
quando c'è troppo sole che iniziamo a preoccuparci». Nell'androne del
Museo, manco a farlo apposta, José Carreras si è imbattuto in una comitiva di
turisti catalani, tranquilli signori di mezz'età che dopo un momento di
imbarazzo l'hanno accolto come una popstar: strette di mano, autografi,
fotografie.
In compagnia di alcuni artisti della Opernhaus di Zurigo e dell'
amico-manager Mario Dradi, appassionatissimo di archeologia, il tenore
catalano si è poi avventurato nelle sale dell'Egizio. «E' un vero
signore - confidava durante la visita un addetto ai lavori del Regio - pochi
altri dei suoi colleghi avrebbero trascorso un pomeriggio libero in un museo
oppure passeggiando per le vie del centro come un comune turista».
Ma a Carreras piace comportarsi da persona normale. Da grande
appassionato di calcio (e tifoso del Barcellona), ad esempio, mercoledì sera ha
voluto assistere alla partita Italia-Georgia in un salotto del Sitea, in
compagnia di alcuni giovani colleghi. E per rendere ancora più simpatico l'
avvenimento, ha deciso di offrire un pantagruelico spuntino ai suoi
ospiti andando di persona a caccia di prelibatezze nelle gastronomie del
centro. La partita degli azzurri, per la cronaca, non è che gli sia piaciuta
molto. José Carreras ritorna sul palcoscenico del Regio dopo nove anni, con
uno spettacolo che ha già riscosso un notevole successo di critica e
pubblico a Barcellona e Zurigo.
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