Né lustrini, né gioia alla prima del Regio
Una prima «non-prima», a basso tasso di smoking e lustrini,
in linea con il momento che la città sta attraversando. Si è aperta così,
volutamente sotto tono, ieri sera, la stagione d'opera 2000-2001 del Regio.
Serata che ha sostituito quella annullata lunedì scorso, quando Torino era
sotto l'assedio del fango. E serata cui il sindaco Valentino Castellani non
ha potuto partecipare perchè sfinito da questi quattro giorni trascorsi «in
trincea» contro il nemico alluvione: «Mi scuso, ma ho proprio finito le
pile - ha dichiarato ieri sera il primo cittadino - questa settimana mi ha
lasciato stremato, ho dormito tre ore per notte, la città, spero mi
scuserà».
E così, alle 20,30, di fronte al normale pubblico di abbonati (1150
afiçionados, più 300 persone con biglietto normale) e nessuna presenza
istituzionale, si è alzato il sipario su «Sly» ovvero «La leggenda del
dormiente risvegliato», dramma lirico in tre atti del musicista veneziano
Ermanno Wolf Ferrari. Un ospite d'eccezione, comunque, c'era: lo scrittore
israeliano Abraham Yehoshua in odore di Nobel che mercoledì ha ricevuto a
Torino la laurea honoris causa in Lingua e Letterature straniere.
Ad inaugurare il nuovo cartellone del Regio e, insieme, sancire il ritorno
alla vita normale di un'intera città, c'era un grande come José Carreras.
Ieri sera il tenore catalano ha fatto un doppio regalo a Torino, ha infatti
scelto il palcoscenico di piazza Castello per tornare alle scene dopo anni
di assenza, nei panni del poetico Sly, personaggio che richiede grande
versatilità d'interpretazione. Quanto al recupero della «prima», slittata a
causa dell'alluvione, Carreras pare disponibile a programmarla per il 30
novembre.
«Non sarebbe affatto male - ha commentato ieri sera il sovrintendente Walter
Vergnano - che l'ultima rappresentazione coincidesse con la prima: dal punto
di vista tecnico la riuscita avrebbe maggiori garanzie, tutto a fine
rappresentazioni risulta, necessariamente, più rodato». E ha aggiunto: «L'
apertura della stagione, con il cosiddetto "turno B" e all'insegna della
normalità, rappresenta un atto di ottimismo per un rapido ritorno di
Piemonte e Valle D'Aosta alla regolarità: sarei molto contento se il teatro
potesse rappresentare, simbolicamente, la ripresa della vita».
Il foyer era gremito di veri appassionati cui non passa neppure per la testa
che il debutto di «Sly» coincida con un avvenimento mondano. E, mischiato a
quella folla, persino un personaggio come Yehoshua, curvo sul pouf rosso,
impegnato a mescere autografi sul suo ultimo libro edito da Einaudi («Il
potere terribile di una piccola colpa») pareva un signore qualunque. Solo
quando il faro di una telecamera si posa sulla sua spalla, i melomani si
sono accorti di lui: «Hai visto? E' quello scrittore famoso!» commentava una
signora elegantemente chiusa in una kimono nero con filo di perle in stoffa.
A quel punto Abraham le ha teso amichevolmente la mano dicendo: «Turin is a
wonderful town and you too» (Torino è meravigliosa e anche voi..)
Il sovrintendente Vergnano per una buona mezz'ora ha dispensato sorrisi e
strette di mano, ma l'allegria è rimasta contenuta. Su questo clima
inevitabilmente da «day-after» ha fatto irruzione la cravatta giallo sole di
Ezio Gribaudo che invocava pubblicamente «un aiuto per la biblioteca Arduino
di Moncalieri che nell'alluvione ha visto perduti centinaia di volumi». Alle
20,30 il sipario del Regio si è alzato su «Sly» ma, tutti sperano, anche su
tempi migliori per la città.
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