Torino--José Carreras, protagonista assoluto di «Sly» al Teatro Regio, fuori scena affronta un altro
tema: quello della ricerca, della prevenzione e della cura delle malattie del sangue. Fuori dalle
luci dei teatri, il grande tenore catalano, dismette i panni del poeta sognatore ingannato dalla vita
e combatte la sua personale battaglia a favore di coloro che ancora soffrono e lottano per
sopravvivere alla leucemia. Ne parla con affabibilità con il professor Giuseppe Saglio, primario
del Reparto di Ematologia del San Luigi di Orbassano e con Lucia Ricci, presidente
dell’associazione «Amici di José Carreras per la lotta alle leucemie ed ai linfomi», che ha sede a
Torino e che proprio ieri sera ha ricevuto il riconoscimento ufficiale da parte di Carreras.
L’artista non ha detto parole di circostanza, ma di sincera riconoscenza e affetto per ciò che
l’associazione torinese sta facendo in Piemonte e nel resto d’Italia, grazie anche allo spirito di
abnegazione di medici e primari di diversi ospedali italiani. «La fondazione Carreras di
Barcellona è grata non soltanto a voi di Torino, ma a tutti coloro che operano per alleviare le
sofferenze dei malati in Inghilterra, Germania Austria, Giappone, che spontaneamente aiutano la
ricerca come voi fate a Torino, elargendo consistenti borse di studio affinché giovani medici
possano portare a termine i loro studi. Oggi ci sono tre fondazioni Carreras. In Spagna, in
Germania, Svizzera, che ogni anno grazie ai concerti, raccolgono fondi per sostenere la ricerca.
Dovremmo unire i nostri sforzi e creare un progetto europeo fra Italia (Torino, n.d.r.), Spagna e
Germania per dare maggior consistenza e finalità ancora maggiori agli sforzi enormi che ogni
giorno si compiono».
Conoscendo la determinazione degli «Amici di Carreras» torinesi, si apre dunque una speranza
nuova, una nuova alleanza fra Torino e la Fondazione Carreras, che sicuramente porterà
lontano. Il tenore, che ha avuto parole di elogio per tutta la compagnia di «Sly» e di affetto per
Claudio Desderi, che opera da vero «uomo di teatro», il 12 novembre sarà impegnato a Roma
in un grande concerto giubilare per i Premi Nobel, prima di Natale seguendo ormai una bella
tradizione, si esibirà a Lipsia per il programma televisivo di fine anno a favore della sua
Fondazione. Il nuovo anno sarà impegnato a Parma nel «Verd100» organizzato da Dradi, con
altri illustri colleghi: da José Cura a Marcello Alvarez, alla Dessì e Devia. Sarà uno «speciale
verdiano» diretto da Zubin Mehta.
Ed a Torino cosa riserva il dopo-Sly? «Sicuramente tante belle collaborazioni, perché al Regio
si lavora bene, con grande umanità e coscienza professionale».
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