TAORMINA. (ld) Operazione nel più puro stile acchiappapplausi domenica al Teatro Antico di Taormina. Un grosso nome, Josè Carreras, un'avvenente soprano leggero (fin troppo leggero) Rossana Potenza, una regia televisiva in Eurovisione affidata ad Enrico Castiglione. Ma se è la Croce Rossa la destinataria dell'incasso, tutto è ben accetto, anche se avremmo preferito una maggiore partecipazione da parte degli artisti, Carreras compreso, che tuttavia si è sgelato alla fine, durante i bis, dando vita ai suoi cavalli di battaglia, Granada, Voce 'e notte, Passione, Core ingrato.
Una serata affetta da una certa freddezza che i brani in programma non sono riusciti a vincere. E dire che in essi c'era tutto il sole di Spagna, di Napoli, la liricità di Massenet e Verdi, la vena cosmopolita di Bernstein. Un programma che ha visto scomparire alcuni brani che sicuramente avrebbero mandato in visibilio il pubblico: Il lamento di Federico dall'Arlesiana di Cilea e l'Addio del passato dalla Traviata di Verdi. Mentre si sono aggiunte A vucchella e il Valzer di Musetta dalla Bohème di Puccini. E acnora, Musica proibita, Vierno, Vurrìa, dedicata al grande Di Stefano oggi ottantenne, tenore cui spesso lo stesso Carreras, per la generosità interpretativa è stato paragonato.
Accanto a lui il soprano Rossana Potenza, di Foggia, dal timbro gradevole, ma poco esteso, che vanta un vasto curriculum, nonostante la giovane età, ma sempre in ruoli leggeri, Musetta, Olga, Susanna. E anche in lei il gelo era come connaturato, così come nell'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, probabilmente vittima di un direttore, David Gimenez, dalla bacchetta non molto autorevole e votata più ad esecuzioni di routine.
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