Carreras, serata trionfale. «Un'occasione particolare»
L'AQUILA. Un tenore che parla a lungo a poche ore da un concerto non è evento comune. «Sono ben lieto di trattenermi con voi. Anzi, ditemi subito chi vincerà lo scudetto in Italia, perché da noi sarà sicuramente il Barcellona».
Prima di comunicare al grande pubblico attraverso la sua potente timbrica, nel concerto trionfale di ieri sera all'Aquila, il grande tenore spagnolo Josè Carreras si è intrattenuto, ieri mattina, con i giornalisti in una conferenza stampa nella dimora storica di Villa Dragonetti a Paganica. Accompagnato dal soprano Maria Rodriguez e dal direttore d'orchestra David Gimenez, elegante nel suo abito blu, e affabile nel parlare, il celebre tenore ha rilasciato l'intervista che segue.
Carreras canta per la Perdonanza. Nel giorno-clou dell'evento religioso lei è protagonista del controevento artistico. Ma i due aspetti possono andare d'accordo?
«Sento, al di là dell'evento musicale, che sarà un'occasione particolare. Per un artista poter abbinare la situazione spettacolare a quella mistico-spirituale è un'opportunità speciale. Del resto, il canto lirico ben si lega ad una manifestazione religiosa».
La Porta Santa di Collemaggio, che si apre ogni anno, si collega idealmente a quella del santuario di Santiago De Compostela. Lei avverte, in qualche modo, questo filo sottile che unisce L'Aquila alla sua Spagna?
«Per noi, la figura dell'apostolo Giacomo è il massimo, il punto più significativo della nostra cultura e religione. Non conoscevo questa affinità e sono ancor più lieto di poterla vivere in questo momento».
Quale sarà il filo conduttore del concerto?
«Sarà un programma misto, come sempre quando ci si esibisce fuori dai luoghi tradizionali della musica, da Verdi al repertorio classico dei tenori alla zarzuela spagnola. Mi piace portare i concerti in posti diversi dall'ordinario come le Terme di Caracalla o la scalinata di San Bernardino che sono molto curioso di vedere. Ciò vuol dire portare un po' d'aria fresca per il pubblico, e non mi riferisco certo alle condizioni del tempo»
Dopo L'Aquila lei riprenderà a viaggiare per il mondo: New York, Tokyo, Scandinavia. Quale messaggio lascia alla città dell'Aquila?
«Spero che quelle emozioni che porteremo in palcoscenico riusciremo a trasmetterle a tutti. Sarà questa la nostra più grande soddisfazione».
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