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Gli hanno scritto in 100.000
By Agustì Fancelli


Carreras sta tornando alla "vita normale", anche se la sua normalità è legata alle periodiche trasfusioni di sangue cui si sottopone in ospedale a Barcellona. Il resto del suo tempo, il tenore lo passa facendo ginnastica, passeggiando e chiaccherando. Durante la sua malattia ha ricevuto 100.000 lettere, una reazione da movimento popolare: lo avrebbe mai immaginato?

"Assolutamente no. Come tutti gli artisti, nella mia carriera ho avuto amici e nemici, ma in realtà mi sono sentito sempre più desiderato che incompreso. Però questa reazione popolare è stata maggiore di quanto mi aspettassi. Da lì ho attinto la forza necessaria per dimostrare a chi mi stava vicino che ero capace di lottare contro il male":

Lei decise di tornare a salutare il pubblico di Barcellona mentre si rappresentava Fedora, la notte del 4 marzo scorso. Quella deve essere stata una emozione forte.

"Veramente non lo decisi io. Ero andato a vedere il secondo atto dell' opera. Volevo ringraziare Placido Domingo che aveva interrotto un suo viaggio per venirmi a salutare (è un particolare che non dimenticherò mai). Desideravo anche salutare Renata Scoto e Vicenc Sardinero. Pensai che era una buona occasione per rivedere il Liceo (il teatro di Barcellona) e respirare la polvere del palcoscenico. Scesi nei camerini e, a quel punto fu inevitabile risalire sul palcoscenico. Nei miei 17 anni di carriera non credo di aver vissuto un momento più emozionante".

Lei è religioso ?

"Sì, anche se non praticante. In questo periodo ho riflettuto molto sui problemi religiosi e la malattia non ha fatto che rafforzare la fede che già avevo. In tutti questi mesi le circostanze mi hanno impegnato a pensare molto più seriamente di prima ai problemi esistenziali".

Copyright © 1988 La Stampa


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Source: La Stampa
Date Published: April 7, 19888